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Caro Babbo Natale, ovvero Signor Sindaco,
approfittando del tempo natalizio, tempo di buone promesse e regali, ci permettiamo di rivolgerci a Lei per rappresentarLe alcuni nostri desideri e necessità, confidando nella sua volontà e capacità di buon amministratore e di persona sensibile alle esigenze dei ragazzi del paese.
Noi ancora non siamo grandi e quindi non conosciamo modalità e procedure di attuazione delle “cose” dei grandi, però riconosciamo quando veniamo presi in giro.
Certi di poter confidare nella determinazione e buona volontà di venirci incontro, Le chiediamo:
v di coprire le “fogne” che non ci permettono di svolgere le attività fisiche;
v di aprire gli spogliato anche per noi che svolgiamo attività di educazione fisica a scuola;
v di mettere a nostra disposizione le varie aree del campo;
v di rendere più accogliente l’ambiente
e se può
v di ristrutturare e di aprire la palestra per poter dare corso alla nostra preparazione fisica.
Queste sono le nostre esigenze per rendere la scuola più vivibile.
Se Lei volesse porsi in ascolto di questi ragazzi, che poi saranno, meglio dire saremo, i cittadini e gli amministratori di domani, Le saremo grati, ma Le saranno grati anche i nostri genitori, le famiglie, gli elettori tutti.
La ringraziamo di aver letto questa lettera e la invitiamo ancora una volta a considerare le nostre esigenze e ad accogliere le nostre richieste.
Distinti saluti
la redazione del giornalino
Il Natale è alle porte .
In questo periodo nei bambini c è grande tensione, felicità, c’è un insieme di sentimenti la sorpresa, la gioia, lo stupore: sono tutti in attesa di vedere quali regali Babbo Natale metterà sotto il loro albero di Natale.
Io però penso che tutto questo sia sbagliato: il Natale è una festa religiosa che si maschera di altri aspetti, si dilunga in argomentazioni estranee alla religiosità e ai sentimenti e molto spesso i bambini dimenticano le radici delle festa, le motivazioni, perdono il senso del messaggio profondo dell’annuale rinnovarsi della ricorrenza .
Io mi sto rendendo conto che ormai tutto è cambiato perché non sento più quelle emozioni che sentivo prima quando aspettavo il Natale…
Perché succede questo proprio a me?
Perché sto crescendo? Perché sto aprendo gli occhi a una realtà che non mi piace, perché accanto a questo Natale vedo, nel mondo, anche il dolore, la morte, gli attentati, e ancor di più vedo nella scuole come la nostra, compagni che oltraggiano compagni, che violentano, che deridono e offendono nel corpo e nell’anima.
Perché tutto questo?
Invito tutti i miei amici e
compagni di scuola a rammentare ciò che abbiamo intorno di male, ma anche di
bene, almeno ora che è Natale. Perché se vogliamo, noi ragazzi di bene possiamo
tanto, quando sorridiamo, o quando intoniamo una canzone per stare insieme, per
sentire insieme quanto siamo fortunati.
E se Gesù Bambino nascesse oggi ?
Bella domanda. Se Gesù Bambino nascesse oggi credo che la situazione sarebbe
molto diversa. Oggi viviamo in un’epoca “realistica”, e cioè in un’epoca dove ci si crede
sempre meno a tutto ciò che non sia materiale oppure scientificamente provato.
Ormai ognuno di noi si pone diverse domande su qualsiasi argomento della vita
Moderna, figuriamoci sulla religione, dove esiste soltanto la fede, in cui niente (o
quasi) è tangibile.
I mezzi di comunicazione oggi sono più interessanti a notizie di cronaca, economia, o
politica, perché rispecchiano i gusti della maggioranza degli ascoltatori.
A chi potrebbe interessare la nascita di un bambino in una sperduta località, per di più
Proveniente da una famiglia povera?
Le difficoltà non si fermano qui. La vita spirituale di Gesù potrebbe essere seguita da
moltidutini di folle in tutto il mondo,grazie ai mezzi di comunicazione.